
Il ruolo del mediatore: una professione strategica e una concreta fonte di guadagno
- Dott. Mauro Vanacore

- 20 feb
- Tempo di lettura: 2 min
Negli ultimi anni la figura del mediatore ha assunto un ruolo sempre più centrale nella gestione dei conflitti, sia in ambito civile che commerciale. In un contesto sociale ed economico dove il contenzioso giudiziario è spesso lungo e costoso, la mediazione rappresenta una soluzione efficace, rapida e orientata al risultato.
Ma chi è davvero il mediatore? E perché oggi questa professione può rappresentare una reale opportunità di guadagno?
Chi è il mediatore e cosa fa
Il mediatore è un professionista imparziale che aiuta due o più parti in conflitto a trovare un accordo soddisfacente per entrambe, evitando il ricorso al tribunale.
In Italia, la mediazione civile e commerciale è disciplinata dal Decreto Legislativo 28/2010, che ha introdotto la mediazione come strumento alternativo alla giustizia ordinaria in molte materie (condominio, successioni, locazioni, responsabilità medica, contratti bancari e assicurativi, ecc.).
Il mediatore non decide chi ha ragione o torto — non è un giudice — ma facilita la comunicazione tra le parti, favorisce il dialogo e guida il processo negoziale verso una soluzione condivisa.
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Perché la mediazione è sempre più richiesta
Il sistema giudiziario italiano è noto per i tempi lunghi dei procedimenti. La mediazione, invece, offre:
• Tempistiche brevi
• Costi inferiori rispetto a una causa
• Maggiore riservatezza
• Soluzioni personalizzate
Inoltre, in molte materie la mediazione è condizione di procedibilità: prima di avviare una causa, è necessario tentare la mediazione.
Questo ha aumentato in modo significativo la domanda di mediatori qualificati.
Come diventare mediatore in Italia
Per diventare mediatore civile e commerciale è necessario:
1. Possedere un titolo di studio idoneo o essere iscritti a un ordine professionale.
2. Frequentare un corso di formazione di almeno 80 ore presso un ente accreditato dal Ministero della Giustizia.
3. Superare la prova finale prevista dal percorso formativo.
4. Iscriversi presso un organismo di mediazione.
Non è necessario essere avvocati: possono diventare mediatori anche professionisti di altri settori (commercialisti, consulenti del lavoro, ingegneri, formatori, manager, ecc.), purché rispettino i requisiti normativi.
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Il mediatore come opportunità di guadagno
Diventare mediatore può rappresentare una fonte di reddito interessante, soprattutto se integrata alla propria attività professionale principale.
1. Compensi per procedura:
Il mediatore percepisce un compenso per ogni procedura gestita, calcolato in base al valore della controversia. Gli importi possono variare, ma con un buon numero di incarichi mensili il guadagno può diventare significativo.
2. Collaborazione con organismi di mediazione:
Molti mediatori collaborano con più organismi, aumentando così le opportunità di nomina.
3. Specializzazione settoriale:
Chi possiede competenze specifiche (es. diritto bancario, contrattualistica, responsabilità medica, ambito aziendale) può diventare un punto di riferimento in determinati settori, aumentando la propria autorevolezza e il numero di incarichi.
4. Networking professionale:
La mediazione permette di entrare in contatto con avvocati, imprese, professionisti e studi legali, creando nuove opportunità di collaborazione.
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