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Mediazione civile e commerciale: attiva la richiesta del credito d’imposta

  • Immagine del redattore: Dott. Mauro Vanacore
    Dott. Mauro Vanacore
  • 2 feb
  • Tempo di lettura: 3 min
La mediazione civile e commerciale rappresenta uno strumento efficace per risolvere le controversie in modo rapido e collaborativo. Favorisce soluzioni condivise in tempi certi e con costi più contenuti rispetto al giudizio ordinario. In questo contesto, il credito d’imposta previsto per la mediazione costituisce un valore aggiunto concreto, perché incentiva le parti a scegliere la via conciliativa sostenendo parte delle spese sostenute.

Aperti i termini per il credito d’imposta

Dal 1° gennaio al 31 marzo 2026 è possibile presentare la domanda per ottenere il credito d’imposta riconosciuto a chi ha partecipato a una procedura di mediazione civile e commerciale. Si tratta della finestra annuale prevista per l’invio delle istanze attraverso gli strumenti messi a disposizione dal Ministero della Giustizia. L’apertura dei termini consente alle parti interessate di recuperare parte dei costi sostenuti nel corso delle procedure.

La misura trova fondamento nell’articolo 20 del decreto legislativo 28 del 2010 ed è stata resa operativa dal decreto interministeriale del 1° agosto 2023. Il credito d’imposta è riconosciuto al ricorrere dei presupposti fissati dalla normativa vigente. La domanda deve essere presentata entro il termine indicato per non perdere il beneficio.

Contenuto e importo del beneficio

Il credito d’imposta è riconosciuto fino a un massimo di 600 euro per ciascuna procedura di mediazione. In caso di mancato accordo, l’importo massimo è ridotto a 300 euro per procedura. La misura è pensata per sostenere economicamente la partecipazione alla mediazione, indipendentemente dall’esito finale.

Il credito può coprire l’indennità versata all’organismo di mediazione e il compenso dell’avvocato nei casi di mediazione obbligatoria o demandata dal giudice. È inoltre previsto un ulteriore credito fino a 518 euro a titolo di contributo unificato quando una mediazione demandata comporti l’estinzione del giudizio. Le voci ammesse sono quelle espressamente individuate dalla normativa in vigore.

Limiti annuali di utilizzo

La normativa stabilisce dei massimali annuali complessivi per il credito d’imposta riconoscibile. Per le persone fisiche il limite è pari a 2.400 euro annui. Per le persone giuridiche, invece, il massimale annuale è fissato in 24.000 euro.

Questi limiti operano considerando l’insieme delle procedure di mediazione a cui la parte ha partecipato nel corso dell’anno. È quindi importante tenere conto del tetto massimo disponibile quando si presentano più domande. Il rispetto dei massimali è verificato in sede di attribuzione del beneficio.

Presentazione della domanda e controlli

La domanda per l’attribuzione del credito d’imposta deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica. L’istanza va inviata tramite la piattaforma ufficiale del Ministero della Giustizia, cui si accede mediante identità digitale SPID, CIE o CNS. All’interno del portale è necessario selezionare la voce “Istanza credito d’imposta” e inserire i dati relativi a ciascuna procedura di mediazione.

Il termine ultimo per la presentazione delle domande è il 31 marzo 2026. Dopo l’invio, il Ministero della Giustizia procede ai controlli e comunica l’esito, indicando l’importo riconosciuto oppure l’eventuale rigetto. Una volta attribuito, il credito d’imposta deve essere utilizzato in compensazione tramite modello F24 secondo le modalità previste dall’Agenzia delle Entrate.

Il valore aggiunto del bonus mediazione

Il credito d’imposta si inserisce tra gli strumenti pensati per incentivare concretamente il ricorso alla mediazione. Ridurre i costi di accesso a questo istituto significa rendere più appetibile una modalità di risoluzione delle controversie che privilegia il dialogo e la collaborazione. Il beneficio economico si affianca così ai vantaggi già propri della mediazione, come la rapidità e la certezza dei tempi.

L’obiettivo complessivo è favorire una cultura della composizione bonaria delle liti e alleggerire il carico della giustizia ordinaria. In questo senso, il bonus mediazione rappresenta non solo un sostegno economico, ma anche un segnale di valorizzazione degli strumenti di giustizia alternativa. Per le parti, il credito d’imposta diventa quindi un elemento ulteriore da considerare nella scelta di intraprendere una procedura di mediazione.

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